lunedì 14 marzo 2016

TRE PRATICHE DI CENTRATURA CON IL RESPIRO



Ciao, oggi vorrei proporti tre pratiche da fare con il respiro, per trovare la centratura nel bel mezzo dele attività quotidiane.
Sono pratiche semplici ma allo stesso tempo molto potenti, se applicate ripetutamente e con passione, calore, tapas.
La prima è:

1. Durante una qualsiasi attività porta la tua attenzione sull’esperienza del respiro.

E’ un istruzione di pratica molto semplice, ma non cosi facile da mettere effettivamente in pratica.
Per esempio stai portando tua figlia a scuola, mentre cammini sul vialetto ti accorgi che stai iniziando a pensare che potresti fare tardi al lavoro, al traffico che ti aspetta, al capoufficio ecc.
Bene quello è proprio il momento giusto per connetterti col tuo respiro, semplicemente sentirlo, sentire l’espansione del torace  o dell’addome, comunque tu lo senta, ascoltalo e continua  a fare quello che stavi facendo; in questo caso, tenere la mano di tua figlia, sentirne il calore, ascoltare le sue parole, la musicalità della sua voce, rispondere empaticamente, gioire della sua presenza, offrirle la tua. 

Tutte queste cose saranno facilitate e rese possibili da un ascolto gentile al respiro, non sentirlo come un dovere un qualcosa in cui devi riuscire, semplicemente lascia che una parte della tua attenzione sia connessa con il ritmo del respiro, se la connessione è genuina, senza sforzo, comincerai ad essere sintonizzato con l’energia vitale che è in te, e sarai davvero presente anche all’energia vitale che brilla attraverso gli occhi di tuo figlio, di tuo marito, tua moglie, il tuo amico, o di chi ti passa accanto.

“Concentrandoci sul respiro ci concentriamo sulla forza della vita. La vita comincia con il nostro primo respiro e finirà dopo l’ultimo. Contemplare il respiro è contemplare la vita stessa.” (Larry Rosemberg)







Ricorda di farlo più spesso possibile durante la giornata anche per pochi attimi, perché:
“un solo giorno vissuto nella consapevolezza 
della verità profonda
ha più valore di cento anni 
vissuti da inconsapevoli” 
(Dhammapada,115)



La verità profonda non è detto che sia qualcosa di metafisico oppure oggetto di speculazioni filosofiche, potrebbe essere semplicemente la realtà di ciò che stai vivendo proprio ora, non credi?
Qui il messaggio del Buddha è chiaro ed incoraggiante; un solo giorno, ma anche un solo istante, di consapevolezza ha molto più valore di ore e giorni vissuti senza.


2. Prima di fare qualcosa fermati e fai tre respiri, poi torna alla tua attività

Le pause di consapevolezza sono state descritte magistralmente da Tich Nat Han, che suggerisce di usare quanti più momenti quotidiani per coltivare la consapevolezza. Ad esempio sei fermo al semaforo , invece di prendere in mano lo smartphone e controllare se hai ricevuto quel messaggio su whatsapp e apprestarti a partire con i pollici super veloci, posa lo smartphone e fai almeno tre respiri consapevoli, nient’altro, il mondo potrà aspettare il tempo di tre respiri o no? 
Invece di innervosirti perché esistono i semafori e diventano sempre rossi quando passi tu, puoi scegliere di respirare e di coltivare la consapevolezza piuttosto che gli inquinanti della mente. Vedrai che le azioni piano piano avranno un respiro diverso,  fiorirà una una diversa qualità dell'atteggiamento interiore, pacificato e attento.

Volendo approfondire un po’ la pratica, qui potresti chiederti, “cosa voglio coltivare nella mia vita? O perlomeno in questo stesso istante? Quali qualità voglio sviluppare e nutrire in me stesso?” “ cosa voglio creare nella mia vita, partendo dai piccoli gesti quotidiani?”  Questo ci conduce alla nostra responsabilità e al nostro potere personale. Da questo interrogarsi, possiamo scoprire la verità della nostra motivazione e fare chiarezza su ciò che veramente vogliamo è gettare le fondamenta per una pratica solida,  sincera e stimolante.

3. Il Respiro connesso.
Mentre compi un attività quotidiana, falla in connessione col respiro.

Cosa significa? Significa mettere in connessione cosciente i nostri movimenti con il nostro respiro in alcune attività che facciamo quotidianamente.
Ad esempio io faccio spesso questo nello svuotare la lavastoviglie e riporre i piatti nella credenza.
Per prendere i piatti nella lavastoviglie, mi chino lentamente espirando, nel portare i piatti nel ripiano in alto, allungo le braccia lentamente inspirando. La logica è la stessa del respiro durante la pratica delle asana, in chiusura espiro, in espansione inspiro. Il bello di questa pratica è che proprio ci porta a praticare lo yoga in attività quotidiane semplici, che spesso sono ripetitive e meccaniche e facciamo mal volentieri. Certo potremmo farle anche solo coltivando la consapevolezza dei gesti, le sensazioni del corpo ecc. Tutto questo va benissimo, questa che propongo è una variante trale pratica di presenza, che facciamo attraverso il respiro connesso, cioè movimento e respiro si muovono insieme gentilmente. Non occorre essere lentissimi, anche solo rallentare un po’ , uscire dalla fretta interiorizzata non sempre necessaria è estremamente salutare. 
Potremmo sentire quanta pace si può trovare in attività di routine, che possono diventare anche piacevoli e stimolanti, ..non sto dicendo che impazzirete di gioia ogni volta che laverete i piatti, ma potrete essere più svegli, sentire il corpo i suoni intorno a voi, la sensazione dell’acqua, del toccare, insomma vi potreste sentire pienamente vivi anche se l’attività non è il massimo dell’eccitazione. ;)
 Vi invito caldamente a non sottovalutare le pratiche che possono apparire semplici o poca cosa,  perchè, per dirlo ancora con le parole del Buddha:

"Non sottovalutare la risonanza
 di un azione saggia 
pensando che a nulla varrà. 
Come la brocca si riempie 
di pioggia che cade a goccia a goccia
così con il tempo il saggio
si fa ricolmo di bonta."
(Dhammapada 122)



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