venerdì 7 giugno 2013

L' Essenziale (Eric Baret)



  Su un certo piano, l' essenziale è il presentimento non concettualizzato che la vita non si trova nelle nostre attività. Le nostre attività vestono la vita. Si è padre, madre, ricco, povero, giovane, vecchio, in salute, malato; tutto questo veste la vita. Ad un certo momento si presente che, incluso nella vita c'è altro. Più questo presentimento cresce, più queste attività relative iniziano a riflettere l'essenziale.

Più ci si accorge che l'essenziale non è da nessuna parte, più il non-essenziale diventa essenziale.
Quando ci si rende conto che la bellezza non è in un oggetto, tutti gli oggetti diventano belli. Quando ci si rende conto che la gioia e la sicurezza non si trovano in una situazione, tutte le situazioni, tutti gli oggetti ci parlano di questa sicurezza, di questa bellezza.(..)Si è disponibili a tutto. C'è una forma di meraviglia nel vedere ciò che può accadere, ciò che accade, che sia sofferenza, vecchiaia, povertà, guerra, salute, ricchezza, pace.(...)
Poco a poco si installa in certe persone il presentimento che non devono trovarsi nelle loro attività, vale a dire che non devono cercare la felicità in quello che fanno. Non chiedo più a mio marito di darmi la felicità, nè a mio figlio, al mio lavoro, al mio corpo, alla mia famiglia, alla mia razza, alle mie convinzioni, al mio conto in banca.
Mi rendo conto che la disponibilità fondamentale che è in me respira indipendentemente da questi elementi. Spesso mi ci aggrappo di nuovo: ma  poco a poco, quando mi do a un sentire corporale senza intenzione ci sono nella giornata momenti di grande gioia, senza motivo.


Eric Baret L'unico desiderio

3 commenti:

  1. Grazie Fabio,
    per ricordarci della via
    ogni volta che abbiamo dei tentennamenti...:-)

    Lorenzo

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  2. che bello!!! grazie

    Pachamama

    RispondiElimina

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