mercoledì 22 settembre 2010

"LA CHIUSURA E L'APERTURA DEL CUORE" di Corrado Pensa


...La pratica è pratica di apertura del cuore. La pratica è studio il più possibile accurato della chiusura del cuore. Per accedere al cuore nuovo di cui si parla nella tradizione giudaico-cristiana, occorre diventare esperti del cuore duro, del cuore di pietra di cui si parla nella medesima tradizione.


A volte il termine essere chiusi, chiudersi è assolutamente appropriato, ma può diventare scontato, ci può tenere sulla superficie della cosa, farci pensare "come si chiude così si apre". Ma il termine nodo, nodo del cuore, forse è più preciso, perché il nodo, il nodo stretto richiede un certo lavoro per essere sciolto.
La liberazione significa sciogliersi, sciogliersi da questa tendenza alla chiusura, sciogliersi dall’attaccamento alla chiusura. Certo ci sono cose che fanno male, ma – ci insegna il Dharma – esiste la possibilità di sentire il colpo, di sentire il male e di non annodarsi, di non chiudersi.

sabato 4 settembre 2010


Ci sono delle certezze che non avrete mai, neppure se raggiungete la Liberazione. Il Saggio è capacissimo di dire :”Non so”. E’ stato detto: “Il Saggio è colui che sa di non sapere”. Tutte le false certezze del mentale cadono. Le opinioni cadono. Vedete nascere e crescere in voi un elemento nuovo, la speranza, vedrete anche nascere e crescere in voi una nuova realtà, la certezza, come se foste veramente guidati dall’interno. Volendo, potete esprimerlo in termini religiosi, ed è stato fatto abbondantemente: “E’ Dio che agisce in me, sono diventato lo strumento cosciente di Dio, non agisco più senza pregare interiormente per capire qual è la volontà di Dio”. Ma potete anche esprimerlo senza usare affatto un linguaggio religioso.

L’emozione vi toglie il diritto alla certezza, l’emozione oscilla da ‘per’ a ‘contro’, pensa una cosa stamattina e il contrario stasera, domattina un’altra cosa e domani sera tornerà alla prima soluzione. Mentre la non-emozione vi promette la certezza per quanto riguarda l’azione: è questo che devo fare. Ed è un’azione che vi mantiene nella pace; nulla è più un problema, nulla. Tutto ciò che si presenta è semplicemente un avvenimento. Le successioni di causa ed effetto sono all’opera, e in presenza di certe condizioni si produce un certo avvenimento. Ma un avvenimento non può più essere un problema, mai più. E voi ‘sentite’ che cosa dovete fare. Lo fate, ed è nell’azione stessa che trovate la pace. Questo modo di essere e di agire, che giunti a questo punto non vi distoglie più dalla pienezza profonda e dalla pace, è un vostro diritto di nascita.

E’ così che potete vivere liberati dal dubbio, pur riconoscendo senza sforzo i vostri limiti: “Ecco cosa mi viene chiesto, a me così come sono, con i miei limiti. Se fossi molto più intelligente, se fossi molto più abile o se fossi molto più brillante, forse sarebbero possibili altre azioni. Ma io sono questo, e questo posso fare”. L’importante non è essere intelligente, non è essere brillante, non è neppure essere efficace: L’importante è essere stabile nella pace del cuore, e non essere più strappato a questa pace. L’azione è un problema solo perché il mentale pensa; e il mentale pensa perché c’è emozione, e così via…

Tutto cambierà: il vostro essere, la vostra vita, il vostro modo di operare, pur restando voi in questo mondo, che continuerà con i suoi alti e bassi, le sue belle e brutte notizie, le vittorie e le sconfitte, gli elogi e le critiche, gli amici che vi vogliono bene e i nemici che vi vogliono male. Farete economia di tutta l’energia che ora sprecate in emozioni e in pensieri. E quell’energia in più che avrete a disposizione si raffinerà, si affinerà da sé. Avrete sempre più spesso la disponibilità a fare meditazione senza sforzo. Tutto è collegato. E quello stato di non-emozione, di serenità, diventerà sempre più intenso.

Si può anche dire che diventerà uno stato di beatitudine, di felicità indicibile, di gioia che permane oltre tutte le vicissitudini. Ma la scoperta del regno dei Cieli che è dentro di noi non è possibile se vi accontentate unicamente di meditare; è una scoperta possibile quando quel primissimo risveglio, proprio questo di cui parlo qui, è stato effettuato da ciascuno a livello personale. Avete capito quello che c’è da capire. La concentrazione nell’emozione in se stessa vi libera dai pensieri che, non venendo più prodotti, cessano di presentarvi una visione falsa della situazione. Poco a poco, invece di vivere in un mondo irreale, comincerete a vivere nel mondo reale.

Ma per vedere quella realtà fondamentale, che si applicherà in seguito a tutte le possibili situazioni, bisogna utilizzare una prima situazione, poi una seconda, poi una terza, tutte quelle che la vita vi presenta.

La mia venerazione per molti saggi indù, tibetani, giapponesi, sufi è totale, il mio amore per loro è indicibile. Ma so che il loro cammino individuale non poteva essere utile a me personalmente. Così voi non potete contare su di me per indicarvi un cammino di cui non ho esperienza personale e di cui non ho, quindi, il diritto di parlare. Io posso testimoniare unicamente per il cammino che ho seguito presso un maestro indiano, Swami Pajnanpad. Non nego il valore delle altre vie. Ma è normale, quando si vuole convincere di un cammino, che se ne parli regolarmente come se fosse ‘il Cammino’.

Può darsi che per tutti voi, o per qualcuno di voi, il cammino che propongo sia in effetti ‘il Cammino’, il vostro cammino. Ho condiviso con voi un’esperienza. E’ il vecchio discepolo di Swami Prajnanpad che vi parla, o piuttosto il discepolo eterno di Swami Prajnanpad. Ciò che vi ho proposto, l’ho fatto prima io stesso; all’inizio fu difficile, ho dovuto ‘aggrapparmi’, come si dice. Poi, poco alla volta, è diventato più facile. Più tardi è diventato appassionante, come una bella partita a scacchi per chi ama gli scacchi. Infine, la libertà è diventata stabile. Quando un battello ha raggiunto il porto, la navigazione è terminata: è il momento in cui l’insegnamento si mette in pratica da sé solo. Se le circostanze sono particolarmente intense e non potete più navigare col pilota automatico, riprendete i comandi. Non vi sarà più possibile non mettere in pratica.

A Desjardins, La via del cuore
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