giovedì 29 ottobre 2009

Come scegliere cio che ci giova?


di Elena Cocchi

La risposta a questa domanda non mi pare banale. Essa implica un certo livello di consapevolezza, un chiaro stato di lucidità e quiete della nostra mente, una forte dose di determinazione. In sintesi, gli attributi che ormai considero essenziali per vivere la vita.
Mi sembra allora che dietro a questa domanda ci sia un po’ tutto il senso del nostro vivere quotidiano… o almeno dovrebbe esserci.
La consapevolezza del Sé, del nostro essere più profondo, è la guida più preziosa, ma costa, direi, non poco.
Il risveglio e l’accrescimento della consapevolezza passano per l’accettazione del nostro essere nella sua interezza, dei lati lucenti e di quelli bui. Questo sembra addirittura ovvio ma lasciar esprimere i nostri lati oscuri, senza reprimerli entro il limite del rispetto della libertà dell’altro, osservarli con distacco per poi riconoscerli come una parte di noi, non è più così semplice. Tuttavia, una mente serena può far molto…e allora non posso trattenermi dal benedire il mio incontro con lo yoga!
Consapevolezza e serenità della nostra mente si condizionano a vicenda e si relazionano esponenzialmente. Insomma non sono una matematica, ma per la mia esperienza, direi che quando ci sono entrambe il risultato della loro unione è sicuramente qualcosa di più di una somma algebrica; e purtroppo il discorso vale anche al contrario.
Se volessi definirlo questo qualcosa in più, forse parlerei di lucidità e capacità di discernimento profondo. E’ un terreno difficile da conquistare ma quando arrivi a camminarci in mezzo c’è un’energia virtuosa che sostiene il passo; a volte erompe prepotentemente, ma più spesso è un modesto sottofondo di autostima e di fiducia verso la vita.
Scegliere ciò che ci corrisponde veramente significa anche e soprattutto scegliere liberi da illusioni e condizionamenti. Spesso guardando indietro mi prende un po’ di sconforto perché sentire e scegliere la cosa davvero giusta per me mi sembra tanto difficile; altre volte invece è la cosa più naturale del mondo. Questo non vuol dire capacità di scegliere qualcosa che vada bene e ci renda felici per sempre, poiché la realtà si trasforma e noi cambiamo con lei. Niente è immutevole in questo mondo e dunque non possiamo pretendere di metterci al riparo dal cambiamento se, con consapevolezza e lucidità, guardiamo alle nostre scelte di vita. E cambiamento può significare anche distruggere per ricreare, lasciar andare il passato o l’irrisolto, per accogliere il nuovo, con determinazione.

sabato 17 ottobre 2009

olohealing

olohealing

"Per poter osservare il movimento della vostra mente e del vostro cuore, del vostro intero essere, dovete avere una mente libera, non una mente che è d'accordo o no, che prende posizione nelle dispute, discutendo sulle semplici parole, ma piuttosto una mente che segua con l'intenzione di comprendere - una cosa ben difficile da fare poichè molti di noi non sanno come guardare o come ascoltare il nostro stesso essere più di quanto non sappiano come guardare la bellezza di un fiume o ascoltare la brezza tra gli alberi. Quando condanniamo o giustifichiamo non possiamo vedere chiaramente, e neanche lo possiamo quando le nostre menti ciarlano senza fine; allora noi non osserviamo ciò che è; guardiamo solamente la proiezione di noi stessi che abbiamo creato. (...) E' una delle cose più difficili guardare in modo semplice. (...) Sapete che anche quando guardate un albero e dite "quella è una quercia" oppure "quello è un fico del bengala" il nome dell'albero che è una nozione botanica, ha talmente condizionatola vostra mente che la parola si frappone tra voi e la reale visione dell'albero?" (J. Krishnamurti "Libertà dal conosciuto" Ubaldini Editore)
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