mercoledì 30 settembre 2009

Avere un problema significa dimenticarsi della propria felicità


Da :"IL DERVISCIO METROPOLITANO" di Burhanuddin Herrmann


Scrivi la lista
Vorrei chiedere a tutti voi di scrivere la lista delle cose felici che avete nella vostra vita. Potrebbe cominciare così: "ho due gambe, due occhi, un tetto sulla testa, qualcosa da mangiare ogni giorno, qualcosa per coprirmi..." Scrivila e mettila da parte, potrai andare a guardarla ogni volta che ti senti infelice.
Vivi già nella felicità, eppure ti concentri solo su quella piccola parte che non ti rende felice, finisci per valutare tutta la tua vita basandoti su quella lista, ti autoipnotizzi e sostieni di avere dei problemi.
Avere un problema significa dimenticarsi della propria felicità e concentrarsi solo sulla lista delle infelicità. Ma se confronti le due liste, scopri che quella felice è almeno dieci volte più lunga di quella infelice. Quindi permettimi di ricordarti che sei felice, e che la lista delle cose belle della tua vita è già molto lunga, l'hai già realizzata. L'hai solo dimenticato e io te lo sto ricordando, tutto qui.


Rileggila
Se sei onesto, se racconti le cose come stanno, per scrivere la lista delle felicità ti ci vuole un giorno intero. Riesci a vederlo? E invece ogni mattina, quando ti svegli, scrivi una lunga lista della tua infelicità, e mai quella felice. Per questo non riesci a vederti come sei veramente.
E' come se il tuo lavoro fosse quello di trovare a tutti i costi una ragione per essere infelice. Ti accanisci a cercarne una. (...) Leggendo e rileggendo la tua lista delle infelicità rinnovi continuamente il tuo personalissimo programma di infelicità, che si rinforza giorno dopo giorno, tanto rapidamente che neanche te ne accorgi, fino a diventare realtà.

La sofferenza degli altri
A volte non è facile, perchè ti chiedi: "Come faccio a essere felice se vedo tanta infelicità negli altri?". A dire il vero, quando alla mattina ti svegli e scorri la lista dei tuoi motivi d'infelicità non entri in empatia con le sofferenze degli altri. Ti concentri unicamente sulla tua. (...)

Prima sorridi
In Occidente la gente di solito pensa: "Se non ho un buon motivo per sorridere, non sorrido". Nella via Sufi diciamo: "Comincia a sorridere e la felicità arriverà, devi invitarla".
Decidi di diventare felice. Sorgerà un conflitto, perchè una parte di te non vuole rassegnarsi ad abbandonare l'infelicità; ci hai investito così tante energie che la consideri preziosa.
Ma per vivere davvero il presente, devi spogliarti, liberarti dalla spazzatura in cui hai vissuto finora. Devi sacrificare la tua infelicità, convircerti di essre pronto a questo cambiamento. In quel momento rinasci.
Perchè non puoi riuscirci in questo preciso istante? Lo sai bene: perchè non sei autentico, non hai ancora trovato il tuo posto nel mondo. Quando ti chiedo di analizzare la tua condizione con sincerità, utilizzi inevitabilmente dei termini negativi, ti lamenti per quello che ti manca, che non è sufficiente, che non è buono...Cancelli completamente l'altra faccia della medaglia, neghi qualsiasi aspetto positivo.
Così resti imprigionato in un circolo vizioso, continui ad autopunirti: è questo il tuo peccato.

L'inferno delle relazioni

Ti compori allo stesso modo nelle relazioni: trasformi la bellezza e la verità dell'amore in un inferno, menti nel vedere solo gli errori dell'altro, e continui a rinfacciarglieli. Del resto fai così anche con te stesso: hai la pessima abitudine di concentrarti solo sugli aspetti negativi. E' come una malattia. La nostra via ti insegna a fare esattamente il contrario: prova a dar credito agli altri e vedrai che le persone cominceranno a sorriderti, perchè non si sentiranno più minacciate o giudicate, ma amate. E' questo il segreto dei bambini: non giudicano mai, dicono sì a tutti, e naturalmente si fanno amare da tutti.
Se comprendi questa semplice verità e perseveri nella pratica, puoi volare in alto; se invece non costruisci delle salde fondamente, puoi anche ripetere il nome di Allah un milione di volte al giorno, meditare o roteare nella danza derviscia più sfrenata, ma non otterrai alcun risultato. la verità può manifestarsi solo nel quotidiano:quando tutto è al posto giusto, la verità si fa concreta. La verità è autentica solo quando la vivi.
A cosa serve la tua meditazione?
Perchè è così difficile essere felici a lungo? Rifletti: anche quelli che vivono una buona vita, per quanto tempo riescono a sentirsi felici in un giorno? E comunque non si tratta mai di una felicità assoluta.
L'ego non può essere felice, sopravvive solo nella miseria, nella negatività. finchè non trovi un buon equilibrio emotivo, devi combattere contreo l'egocentrismo, l'invidia l'orgoglio, la rabbia.
Dico sempre ai miei fratelli:" Se non potete essere almeno dieci volte più felici di una persona che non segue un cammino spirituale, a che vi serve la meditazione?"
Devi cercare di vivere bene, non solo per ottenere la tua piccola felicità personale, ma per il benessere dell'intera umanità: devi essere utile, come uno strumento. E' la tua responsabilità verso gli altri.



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