lunedì 9 giugno 2008

"Patanjali e il non-attaccamento" (intro)

YOGA SUTRA DI PATANJALI: IL NON ATTACCAMENTO
di Fabio Tempesta


Nei primissimi sutra, Patanjali indica al praticante yoga due elementi fondamentali da tenere sempre presenti nel percorso per conseguire lo stato mentale di niroda, cioè cessazione delle vritti, ovvero delle onde mentali, vortice di continue e incontrollate modificazioni di diverso segno. E’ infatti in questo modo che viene definita l’essenza stessa dello yoga;
“Yoga citta vritti niroda”. Lo yoga è la cessazione delle modificazioni della mente. Della mente si badi bene, non della Coscienza, di cui il mentale è solo un espressione ristretta..
Questi due elementi sono definiti come la pratica (abyasa) e il non attaccamento o distacco (vairagya).
Il fatto che queste indicazioni vengano date insieme in uno dei primi sutra, è un chiaro segno della loro importanza fondamentale, per intraprendere il cammino della pratica yoga, ma anche del fatto che il loro significato andrà letto su diversi livelli, in relazione con lo stato e con l’avanzare della nostra pratica.
La pratica e il non attaccamento sono quindi un indicazione preliminare e importante per il praticante che si sta avvicinando allo yoga, ma allo stesso tempo costituiscono un riferimento costante per il sadaka “esperto” che, man mano che approfondisce la pratica, ne scoprirà in continuazione nuove sfumature e nuovi aspetti di diversa profondità. Non dimentichiamoci che lo yoga è una strada esperienziale dove ogni cosa deve essere sperimentata e verificata praticamente su di sé.
I concetti servono a guidare l’avvio dell’esperienza e a favorire l’apertura alla stessa da parte del praticante aiutandolo anche a superare i condizionamenti acquisiti precedentemente.
L’abyasa viene definita in maniera piuttosto ampia come l’insieme costante e ripetuto delle discipline che favoriscono lo stabilizzarsi delle onde mentali. Quindi contiene in sé potenzialmente tutte le discipline, di solito tra queste vengono messi in evidenza gli otto rami dello yoga cosi come vengono definiti nel secondo capitolo degli yoga sutra.
A volte viene data una lettura più generica ma sicuramente efficace di questo sutra intendendo l’abyasa come l’impegno costante a mantenere la mente pacificata e centrata in sé stessa. Ad esempio Osho propende per un significato dell’ Abyasa come “sforzo costante e ripetuto di essere costantemente centrati in sé stessi”.

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